Per il Federalismo Paneuropeo e già nei BRICS: Russia XXVIII Stato Ue (9 maggio 1950 – 9 maggio 2025)

La Russia, pur non essendo ancora uno Stato membro dell’Unione Europea, rappresenta una presenza strategica nel panorama mondiale, soprattutto in relazione ai BRICS, il gruppo di potenze emergenti formato da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. L’idea di un federalismo europeo che includa la Russia si basa su un progetto di cooperazione politica, economica e sociale più profonda, capace di superare le divisioni storiche e promuovere un’integrazione più ampia e inclusiva. La partecipazione della Russia nei BRICS quale attore fondamentale sottolinea il suo ruolo cruciale nell’economia globale e nella geopolitica, offrendo a tutta l’attuale Unione europea una piattaforma per collaborazioni multilaterali e uno scambio di risorse e tecnologie che possono arricchire tutti. Promuovere il federalismo europeo – ormai fermo da anni e quasi defunto – in chiave paneuropea e con la Russia significa quindi lavorare verso un futuro di dialogo, pace e sviluppo sostenibile, in cui le diversità culturali e politiche siano valorizzate e integrate in un progetto comune di prosperità.

Il 9 maggio in tutti i Paesi dell’Unione europea è la Festa d’Europa per ricordare lo Schuman del 1950 e la prima Comunità europea, quella del carbone e dell’acciaio ma, anche in Russia è festa grande: si celebra la Giornata della Vittoria (День Победы) della Grande guerra patriottica contro la Germania nazista che la Russia pagò con un tributo di vittime di oltre 2 decine di milioni di morti. L’augurio che mi/vi faccio è quello di poter festeggiare presto insieme tali ricorrenze portando a termine l’unificazione paneuropea da Lisbona a Vladivostok passando da Ginevra, capitale della più antica democrazia federale del mondo con l’eterno  Patto federale del 1291. Verso quella unificazione ci stavamo andando convinti Ue e Russia negli anni ’90 poi, improvvisamente, nel 1997, il processo di adesione si fermò. Ovviamente per colpa dei soliti inglesi e americani. Inglesi che dal 2016, schifati dal nostro processo pacifero, non fanno più parte dell’Unione europea ma che, ora, pretendono di guidarla contro la Russia, là dove, proprio ieri, hanno siglato un grande accordo commerciale con gli USA di Trump. Noi, Unione Europea e Federazione Russa e Svizzera, dovremmo sempre tenere presente che Inglesi e Statunitensi, nel corso della loro storia, hanno invaso, avuto qualche controllo o combattuto conflitti rispettivamente nel 90 e 99 per cento dei Paesi delle Nazioni Unite. Dagli USA si sono salvati due soli Paesi europei, Andorra e il Liechtenstein, e uno soltanto in Asia, il Bhutan, ma ora il Presidente degli Stati Uniti minaccia di prenderci «in un modo o nell’altro» la nostra più grande isola, che è anche la più grande del mondo, la Groenlandia e, contemporaneamente, i malvagi imperialisti inglesi hanno sobillato e sobillano gli stupidi europei contro la Russia proprio per distruggere la stessa Unione europea che, magari, gli ricorda troppo nel nome la “orribile e comunista” Unione sovietica. È incredibile osservare come e quanto, diabolicamente, i Paesi europei, e persino l’Italia con Roma che è Capitale anche di un Cattolicesimo di 1 miliardo e 400 milioni di fedeli nel mondo, soggiogati dall’Anglosfera, abbiano mandato avanti il processo di adesione di un Paese musulmano come la Turchia e siano stati (e siano) imbecillemente contrari alla cristiana Russia. Là dove proprio in nome di queste caratteristiche del nostro Paese gli dovrebbe essere inaccettabile il rapporto con una monarchia papale come quella britannica che ha Alti prelati e nobili inglesi nel loro Parlamento, nonché una colonia come Gibilterra in pieno territorio europeo. È quindi necessarissimo un Movimento che si batta a favore di scelte che non siano anglocoloniali contro la Russia per far riprendere il cammino federalista europeo proprio grazie alla confinante Federazione russa, per dare soluzione alla questione territoriale dell’Ucraina (che peraltro è stata accusata dalla Corte dei Conti dell’Unione europea a fine 2021 di essere uno Stato corrotto e catturato dalle proprie oligarchie), riaffermare il ruolo de-dollarizzante dell’Euro e gli interessi geopolitici, culturali ed economici del processo di unificazione europea che, proprio grazie alla Federazione russa, si troverà unitariamente proiettata nei BRICS. L’unione delle nazioni europee – ricordava lo stesso Schuman il 9 maggio del 1950 – esige l’eliminazione del contrasto secolare tra la Francia e la Germania: oggi dobbiamo tutti esigere l’eliminazione del contrasto tra i Paesi europei – artatamente soggiogati e mentalmente colonizzati dall’Anglosfera – e la Russia.
L’unione delle nazioni europee – ricordava lo stesso Schuman il 9 maggio del 1950 – esige l’eliminazione del contrasto secolare tra la Francia e la Germania, ebbene oggi dobbiamo tutti esigere l’eliminazione del contrasto tra i Paesi europei – artatamente soggiogati e mentalmente colonizzati dall’Anglosfera – e la Russia, passando per la più antica democrazia federale del mondo e che affonda le su radici nell’eterno Patto federale del 1291: la Svizzera.

 

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